venerdì 30 luglio 2010

Prince e Misty Copeland

Ecco, per rimediare la dimenticanza, un paio di foto di Misty Copeland, la ballerina del concerto di Nizza, mentre balla sul palco di Prince.






fonte prince.org

giovedì 29 luglio 2010

Film della settimana "The Book of Eli"



Allora, ho visto 'The Blind Side' e devo dire che è proprio una cazzata. Era tempo che non riuscivo a vedere una cazzata come questa, veramente. Film vietato assolutamente ai diabetici a causa di quantità assurde di immagini dolci dolci dolci. Sono tutti buoni in questo film, ok, è una storia vera. Ok ma, perdonatemi, tutti i dialoghi e le situazioni sono di un buonismo fasullo e fastidioso a livelli record! Insomma, una cazzata.

Poi ho visto The Book of Eli.
Si, il film si chiama così. Io lo chiamo così e in questa, modestissima, recensione verrà chiamato così.

Apro e chiudo subito una parentesi.
“Eternal sunshine of the spotless mind” è diventato “se mi lasci ti cancello”
“the book of eli” è tramutato in “codice genesi”.
Potremmo, in verità, citarne altri di titoli, non solo tradotti ma proprio modificati nel senso.
Nel caso di “eternal…” il tutto veniva messo sul “famose due risate eh eh eh” e sperava nell’effetto “famose due risate” + Jim Carrey = buone presenze di pubblico.
In questo caso il tutto si è ridotto nel togliere parte del mistero del titolo, per sputtanare la storia sin da subito ai più smaliziati.
Perché ci prendono per beoti? Perché lo siamo o perché LORO desiderano portarci e mantenerci in quello status?
Vabbè. Parentesi chiusa.

Il film narra la storia di Eli (Denzel Washington), uno dei superstiti al conflitto nucleare che ha colpito il mondo. Lo scopo di Eli è quello di portare un fantomatico libro (ma chissà di che libro si parlerà?) verso una meta suggeritagli da una “voce”. Si, detto così suona veramente folle. Posso assicurarvi che però il tutto non cadrà (quasi) mai nel banale.
Chiaramente Eli incontrerà cattivi di ogni tipo in questo mondo post-apocalittico.
Sarà proprio l’incontro dei cattivi a rendere interessante il film. I combattimenti sono veramente ben fatti e i dialoghi, molte volte, divertenti.
Il cattivo numero uno è interpretato da uno specialista come Gary Oldman che, in questo caso, non ammalia di certo per la sua interpretazione.
Stile registico che gioca a mischiare le carte tra film e videogioco.
Chiari i richiami a pellicole come Madmax o terminator salvation ma anche a videogiochi come Fallout.
Toni particolari, colori freddi e tante immagini cool. Ma non cool fastidioso e frenetico. Proprio… proprio cool.
Il film, purtroppo, dopo una prima mezz’ora veramente ben fatta, cadrà in alcune situazioni noiose, per riprendersi sporadicamente fino alla fine della storia.
Pur non essendo assolutamente un capolavoro e pur non essendo nemmeno il film migliore dei registi/fratelli Hughes (loro il meglio riuscito “from hell”, da noi “la vera storia di jack lo squartatore” cazzo!), “IL LIBRO DI ELI” rimane un buon momento di evasione leggera, ben fatta e a tratti attraente.

Voto totale da 1 a 10:
6,5

Da ricordare:
- il combattimento iniziale e quello del saloon
- i dialoghi ben fatti
- l’atmosfera generale del film
- la scena con la coppietta di anziani

Da dimenticare:
- il finale che non arriva mai
- alcune pippe mentali di Eli
- la protagonista femminile che, una volta entrata in scena, indica l’inizio della discesa qualitativa del film.

mercoledì 28 luglio 2010

Apparizione di Prince a Torino



Il 27 luglio, manco fosse la Madonna di Lourdes, Prince è stato avvistato al concerto di Ana Moura.
Fino a qui non ci sarebbe nulla di particolarmente interessante, fatto sta che il concerto si teneva a Torino!
I fortunati presenti hanno potuto vedere il concerto insieme al genietto, arrivato a metà serata con la sua bella manager, Kirian Sharma e con Shelby.
Una data in Italia no eh?

Fate click qui per le foto

martedì 27 luglio 2010

Prince concerto di Nizza del 25 luglio 2010

Non pensavo proprio di riuscire a vedere una data del tour 2010 di Prince.
L’aggiunta della data di Nizza mi ha dato questa possibilità.
Nikaia Palace appunto. Ma com’è questa location?

Ecco, anche se pessime, queste foto danno una mezza idea della location:






Piccolo video:
video
E’ imponente e particolare. In pratica, un palazzetto che potremmo definire “modulare”, per come può essere utilizzato a seconda delle circostanze. In questo caso un lato del palazzetto è stato aperto per ospitare il palco e all’esterno trovano posto gli spettatori del prato e delle tribune.
Ergo, in caso di pioggia il Principe e la band sarebbero stati all’asciutto mentre i fans sarebbero stati annaffiati. Ok, no problem. La serata è stata perfetta, con tanto di luna a salutare l’evento.

Nell’attesa dell’inizio del concerto gli speaker hanno sparato 3 o 4 volte l’album 20ten. Forse qualcuno non lo conosce, ho pensato. Cosa abbastanza strana ma non inedita. Ricordo ad esempio i concerti del 1998 con l’album NewPowerSoul ad intrattenere il pubblico.
Inizio previsto per le 20 e 30. Strano penso io mentre guardo il palco, dubbioso sulla possibilità di un’entrata in scena con la luce del sole ancora presente. Figurarsi se Prince trascura un dettaglio del genere! Infatti… alle ore 21,45 circa, arriva sul palco Cassandra O'Neil per dare il via alle danze.
Dopo una breve intro, si parte subito con gli accordi di Purple Rain, si spengono le luci, tutto diventa viola e un boato d’amore/stupore si leva dal pubblico.
Tutte le fatiche per arrivare a Nizza, per organizzarsi, i soldi spesi, le ferie prese per questa toccata e fuga… ecco, tutto sparisce in pochissimi secondi di musica. In quel momento capisci perché sei ancora fan dopo tutti questi anni, perché ormai è una parte di te. Il tuo dna ha “l’informazione Prince” scritta a lettere cubitali.

Il Principe si presenta dopo un paio di minuti dall’inizio del brano e inizia a condividere il suo talento al pubblico rapito e a tratti incredulo. Incredulo di trovarsi di fronte ad un 52enne in forma smagliante, che ha energia da vendere, bravura immensa e capacità d’intrattenimento uniche.
Ok, il solito Prince dico io.
No, invece qualcosa di diverso si nota subito. Se a Montreux i movimenti del nostro erano minimi qui sembrava molto più sciolto e divertito. Fatto sta che durante lo show ha ballato, non intendo che si è mosso leggermente, no no no no no! Ha ballato! Ha fatto movimenti da mimo, piroette e tutto il bagaglio di mosse a cui siamo stati abituati nel corso degl’anni. Certo, il tutto è stato limitato e non si sono viste spaccate ma per uno che, un giorno si e uno no, è in clinica per problemi alle anche (come si legge ovunque, tra un tour e l’altro) direi che non ci si poteva di certo lamentare.

La scaletta la conoscete tutti immagino, comunque eccola:

- purple rain
- let’s go crazy
- delirious/coda di let’s go crazy
- 1999
- Shhh
- Cream
- Musicology
- A love bizarre
- Controversy
- Angel
- Nothing compare 2 u
- Take me with u
- Guitar
- Little red corvette
- Kiss
- Mountains/Shake your body (down to the ground)
- Everyday people/I want to take you higher
- Forever in my life
- When we will be paid
- Dreamer
- Dance (disco heat)

Come in molti hanno già fatto notare altrove, della scaletta si può dire tutto tranne che sia originale o fantasiosa. Di sorprese qui ce ne sono poche. Sembra una scaletta fatta ad hoc per il pubblico che conosce Prince per i suoi successi e magari che non lo ascolta da vent’anni a questa parte.

PARENTESI POLEMICA1_________________________________________________________
I brani più recenti sono Dreamer (da Lotus Flower) e Musicology (da Musicology). Nessun brano da 20ten. E qui volevo arrivare. Perché mi chiedo? Mi date una mano a capire? Prima il disco non esce nei negozi ma solo in alcune riviste, poi non riceve promozione nemmeno dalla mente che l’ha concepito. Mi chiedo ancora… perché? Cosa bolle in pentola? Non lo ritiene abbastanza bello? Lo stufa? Non crede, motivazione che io credo più plausibile, che al grosso del pubblico interessi sentire brani da questo disco? Carissimo Prince, per chi suoni tu? Per te stesso mi andrebbe bene, per il TUO pubblico anche. Per chi suoni? Per l’ascoltatore medio? Lo stesso che se non gli suoni Purple Rain o Kiss ti sputtana ai quattro venti? Il pubblico che rideva del tuo cambio di nome? Ok, basta polemiche, sono domande che mi sono fatto e mi piacerebbe avere una vostra opinione.
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Inutile dire che tutti le canzoni sono state suonate in maniera impeccabile da una band sicura e affidabile. Josh e Cora Dunham sono, a mio avviso, una buonissima sezione ritmica. Non hanno particolari spunti ma sono certamente molto funzionali. Le tre coriste hanno cantato veramente bene e “angel” ha mostrato le qualità di Shelby, secondo me da brivido.
Morris Hayes alla tastiera ha fatto il suo. Verso la fine del concerto si è presentato sul palco anche Renato Neto (o così mi sembra d’avere visto).
Durante lo show sono state molte le incursioni di Frederic Yonnet. Io, perdonate se mi ripeto, avrei fatto volentieri a meno di questo bravissimo musicista in cambio di una sezione fiati. Mi è mancata la sezione fiati e non poco. L’armonica nella musica di Prince non riesco proprio a mandarla giù. Capisco lo strumento in alcuni brani (thieves in temple) ma dal vivo proprio non lo digerisco. Come sempre i gusti sono gusti no?
Il concerto è stato suonato dall’inizio alla fine senza campionamenti registrati e senza nessun orpello. Voglio dire, un delay sulla voce di Prince durante Purple Rain ci starebbe no? Come nel disco… no, invece nemmeno quello. NIENTE orpelli o abbellimenti sonori. Tutto suonato.
Il palco era semplice ma bello da vedere. Luci ben studiate e maxischermo dietro la band. Maxischermo che alternava alle immagini live dei musicisti, grafiche, scritte e l’immancabile simbolo tanto amato (da noi pazzi).
Gli highlights dello show:

- purple rain: chi può permettersi di iniziare il concerto con “il brano” per eccellenza. Chi può permettersi di partire con il suo brano più riconosciuto e più importante? Ecco, lui può. Inizia il concerto con Purple Rain e ti stende subito. Non hai nemmeno il tempo per organizzare le emozioni che lui te le ha già stuprate!

- shhh: questa l’ha fatta benissimo, cantata da Dio e suonando la chitarra alla Prince (perciò, anche in questo caso, da Dio). Il finale mi ha provocato una crisi isterica per l’ammirazione e l’emozione. Stupenda.

- little red corvette: prima di questa canzone c’è stata una lunga pausa. Palco buio, il suono di un temporale esce dalle casse. Il simbolo squarcia il buio e rimane sospeso per alcuni minuti, poi parte un arpeggio di chitarra che esegue le note del brano e si parte. Versione mozzafiato, simile a quella proposta a Montreux. Assoli di chitarra in connessione diretta con il paradiso. Mamma mia.

- mountains: a me questo brano piace da impazzire e sentirlo dal vivo è stata un’esperienza magnifica. Quel clap con il delay è troppo figo. Memorabile.

- forever in my life: ricordate quando ho detto “nessun campionamento registrato”? Ecco, l’eccezione che conferma la regola. La batteria è stata fatta girare a loop con i suoni originali del disco. Lui ha cantato benissimo e fatto interagire il pubblico come solo lui sa fare.

- dreamer: non amo particolarmente questo brano ma dal vivo devo ammettere che fa la sua sporchissima figura. Mi è piaciuto molto come Prince ha utilizzato la sua voce in sovrapposizione con la chitarra. Rock’n roll is alive and it STILL lives in Minneapolis!

Ok, questi gli highlights.
Ma quail sono stati i punti bassi? Ce ne sono stati? Ma soprattutto, come si chiamano i “punti bassi” in inglese? Lowlights? Boh.
I punti bassi sono state sostanzialmente tutte le cover. Io dico, sei Prince. Sono venuto a vedere un tuo concerto perché amo la Tua musica. Vorrei sentire, che ne so, un brano come Electric Intercourse oppure come Empy Room. Onestamente, perdonami Prince, non mi frega un beneamato C di ascoltare “I want to take you higher”.
Detto questo, mi sta bene. A quanto pare è musica che ama e che vuole suonare per il proprio piacere personale. Ok. Non condivido ma ok.
125Euro ma ok.
820 Km in macchina ma ok.
Ok.

Finito il concerto un ometto provvisto di cellulare si è presentato sul palco per comunicarci, prima di aver ascoltato “qualcuno” dargli questa indicazione, che Prince avrebbe suonato un aftershow a Cannes presso il Club Palais. Dopo questa direttiva l’omino ha portato ancora l’orecchio al cellulare per comunicarci che “la voce” (sembra un horror eh?) ringraziava tutti per la serata e ci ricordava l’amore incondizionato per i 14000 presenti
125euro, ok. Eh eh eh.

Dopo una breve ma intensa battaglia verbale con le mie accompagnatrici (sempre loro, Purple Mama e Purple Paola) e una breve sosta per mangiare qualcosa presso un fastfood pessimo, ci siamo diretti verso il club Palais di Cannes.
Colgo l’occasione per ringraziare l’inventore del navigatore. Grazie, ti voglio bene. Anzi, credo proprio d’amarti.
Detto questo, arrivati al club il panico mi ha subito assalito.

PARENTESI POLEMICA2________________________________________________________
Prima di tutto NON veniva assolutamente comunicato il prezzo d’entrata al locale. Locale d’alto livello chiaramente. Il livello era percepibile e ostentato in ogni forma. La cosa più incredibile però era la gente che bazzicava fuori dal club. Giovani fighetti, donne dai facili costumi ma del genere Escort non del genere Puttana (genere, il secondo, che sicuramente rispetto di più).
In più, dubito fortemente mi avrebbero fatto entrare. Qualcuno presente a Nizza ha notato un tamarro con canottiera da pizzaiolo e tatuaggio ben in vista da buon truzzo? Ecco, ero io. Se avete pensato “quello per far vedere il tatuaggio si è messo la canottiera” c’avete preso alla grande. Il tamarro ero e sono io.

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Tutti questi motivi, uniti alla stanchezza e alla mancanza denaro mi hanno spinto a dire di NO a Prince. Mica male eh? Che soddisfazione, ho detto NO a Prince.
Dai resoconti che ho pescato in rete non credo d’essermi sbagliato più di tanto sui frequentatori del locale. Sembra anche che, grazie alla donazione di un misterioso pakistano, lo champagne scorresse a fiumi. Si dice che le 400 bottiglie di champagne offerte abbiano creato un’orda di ubriachi e che molta della gente presente fosse “high” di coca. Boh, solo voci. Per quello che ho visto da fuori non mi sorprende la cosa. Sia chiaro che se non sono entrato è perché non percepivo NESSUNA vibrazione positiva. Sempre dai resoconti presi da internet ho letto di uno spettacolo breve ma intenso e ho letto di molti fan di Prince presi malissimo dall’atmosfera della serata! Prezzo per la sola entrata 50 Euro, una bottiglietta di acqua Evian 10 Euro.
Sticazzi.
Ad ogni modo ecco una foto, trovata in rete, dell’aftershow:

Ed ecco un video fatto all'entrata:
video
Tirando le somme a fine esperienza cosa posso dire? Posso semplicemente dire che cercherò sempre di andare ai concerti di Prince fino a quando mi sarà (e gli sarà possibile), perché rimane sempre un’esperienza unica. Esperienza che va oltre la scaletta del concerto, ormai solo un pretesto per l’esibizione del Nostro. Vedere Prince dal vivo per me è tornare a casa e ritrovare un parente caro. Vederlo stare bene e in forma mi rende felice. Sentire la sua voglia di suonare mi da energia e mi sprona a fare meglio.
Tutti gli errori e le critiche verso di lui, fatte anche da me, si azzerano ad ogni tour. Perché lui è così, non puoi tenergli il muso.
Pretende tanto ma da tantissimo.
Al prossimo tour.

lunedì 26 luglio 2010

Ritorno dal concerto di Prince




Stanco come non mai.
Appena rientrato.
Presto recensione con fotografie e (forse) video (tanto per farmi denunciare).
Aftershow saltato a causa dei prezzi folli, del mio vestito poco adatto all'occasione e per questioni morali. Vi spiegherò.
ciao

sabato 24 luglio 2010

Film della settimana "REC2"





Ho visto Wolfman, quello nuovo, con Benicio Del Toro.
Mhh, ecco. Che dire?
Due palle.

Poi ho visto anche Daybreakers.
Mhhh, meglio di Wolfman ma abbastanza risaputo.
Avevo perso la speranza… poi…



Poi come ultimo film ho visto (porcadiquellavacca) REC2.
Ohhhh, finalmente qualche brivido.
Il film riprende esattamente da dove finiva il primo episodio.
Ci ritroviamo così nella casa infestata da simpatici inquilini pronti a saltarti addosso per sbranarti, mangiarti, slabrarti, maciullarti. Insomma, i vicini di casa che tutti vorrebbero avere.
In questo nuovo capitolo la telecamera a mano, come nel primo episodio, caratterizza lo stile registico del film.
I “simpatici inquilini” sono sostanzialmente degli zombi veloci come Usain Bolt e assetati come Sexy Cora (ma più resistenti).
I nostri nuovi protagonisti, una squadra speciale ipertecnologicamente equipaggiata e cazzuta, dovrà entrare nel palazzo per “gestire al meglio la situazione”.
Cosa che risulterà difficile/impossibile sin dalle prime battute.
Ad aiutarli nel loro compito ci sarà un personaggio ambiguo ma fondamentale per le sorti di tutti.
Molte le scene azzeccate durante gli 85 minuti di pellicola.
Penso al “night shot” e alle conseguenze del suo utilizzo. Penso alle varie scene di panico puro.
Sarà difficile non simpatizzare con i protagonisti che, imprecazione dopo l’altra, ci strapperanno anche qualche risata.
Sconsigliato vivamente a chi non tollera gole tagliate, corpi dilaniati, sangue a litri e mostriciattoli terribili.
Per il resto del globo il divertimento e i brividi sono assicurati.
Molto buono.


Voto totale da 1 a 10:
8

Da ricordare:
- le scene al buio (night shot)
- lo stile registico interessante
- la claustrofobia della scenografia

Da dimenticare:
- la sceneggiatura poteva essere più coraggiosa


EDIT: ho modificato l'immagine. Purtroppo, per l'agitazione dovuta al concerto di Prince suppongo, avevo caricato l'immagine relativa a REC. Si parla di REC2 nella recensione. Scusate, sto diventando vecchio.

Domani sera a Nizza




Ragazzi, ci siamo.
Domani è il grande giorno. Il mio concerto numero 8.
Speriamo in un bel concerto.
Speriamo in un aftershow.

Chiaramente, appena riuscirò a riprendermi dalla serata, scriverò un'abbondante recensione dell'evento.

Ci si vede a Nizza folks!

Libro del momento "I miei luoghi oscuri" di James Ellroy



James Ellroy è uno scrittore di fama mondiale. I suoi lavori hanno affascinato milioni di persone, basti citare “Black Dahlia” (la Dalia Nera), L.a. Confidential o American Tabloid per farsi un’idea della caratura del personaggio. Per alcuni titoli anche il cinema ha usufruito del suo genio come, appunto, il famoso L.a Confidential.
Detto questo, chi è James Ellroy? Quale vita ha vissuto Ellroy per diventare lo scrittore che è? Sapevate che la madre (Geneva) di Ellroy è stata assassinata quando lui era ancora bambino? Chi era Geneva e cosa l’ha portata verso una fine così cruda?
E’ da questo spunto che parte il libro “i miei luoghi oscuri”.
Ellroy ci racconta in maniera spietata, precisa e chiara la morte della madre. Ci parla delle indagini per capire i misteri legati a questo omicidio. Snocciola fatti, date e nomi. Ci racconta vicende personali legate alla madre.
Ripercorre, basandosi sui documenti dell’epoca, i giorni prima, durante e dopo l’assassinio.
Cita le testimonianze delle persone venute in contatto con la vittima.
La prima parte del libro si dedica proprio a descrivere per filo e per segno i fatti senza soffermarsi sui lati emotivi della storia.
Tutte queste ricerche però, purtroppo, non porteranno a nulla di concreto e la vicenda della madre di Ellroy rimarrà in un limbo fatto di incertezze, dubbi e misteri.

Nella parte centrale del libro arriva il gioiello vero e proprio dell’opera.
Ellroy parla della sua vita dopo quell’evento drammatico e come lo stesso abbia segnato il resto della sua esistenza.
Parte così un viaggio incredibile. Si parla della gioventù passata in un micro appartamento insieme al padre.
Si parla dell’esperienza nell’esercito.
Poi l’alcool, le droghe, le donne, le amicizie, la follia…
Poi ancora la voglia di rifarsi, la paura di non riuscirci, l’impegno, la rinascita…
L’amore verso la scrittura e verso il lato oscuro che ognuno si porta dentro.
I primi successi.
In questa parte del libro Ellroy ci affascina con una storia piena di aneddoti interessanti, crudi e sempre esposti in maniera diretta. Vi posso assicurare che il ritmo del libro vi travolgerà. Tante risate amare e tanta commozione sussurrata e sottile.

L’ultima parte del libro ci mostra un Ellroy ormai famoso che si confronta ancora una volta con l’assassinio di sua madre e con la madre stessa. Non solo, lo scrittore cerca di mettersi sulle tracce dell’assassino e decide di riaprire, con l’aiuto di un detective, le indagini.
Sono passati tanti anni, forse troppi.
Si parlerà non solo del “caso Ellroy” ma anche di altri casi, risolti e non, fino all’epilogo, doloroso, irrimediabilmente triste e pieno di amarezza.

Dalla prefazione:

“Voglio trovare l'amore di cui fummo privati ed esercitarlo in tuo nome. ... Voglio darti vita.”

domenica 18 luglio 2010

sabato 17 luglio 2010

Prince "20Ten" recensione




Finalmente sono riuscito ad ascoltare il nuovo album di Roger Nelson.
In questo periodo di ferie mi sono limitato, causa forza maggiore, a leggere i commenti relativi al nuovo lavoro.
Alcuni pieni d'entusiasmo, altri di delusione profonda.
Come nei migliori (o peggiori) album, Prince riesce a dividere il suo pubblico risultando mai scontato o prevedibile.
Arrivato perciò a casa dopo due settimane di ferie e dopo essere stato in parte condizionato in maniera mediamente positiva, mi sono preso il tempo necessario per ascoltarmi tutto d'un fiato il disco in cuffia.
Alcuni commenti mi avevano preparato all'ascolto di MPLSound 2. La cosa personalmente non mi emozionava più di tanto. Reputo infatti questo lavoro valido solo a livello nostalgico per l'utilizzo della mitica linn drum ma a mio parere mancava di idee realmente buone. In una parola, mancava di ISPIRAZIONE.
Ho sempre pensato che Prince per produrre una canzone tipo "Dance 4 me" ci metta 5 minuti scarsi. Il fatto è che, senza variazioni melodiche o senza particolari idee d'arrangiamento, tutto diventa più facile per chi ha sulle spalle 35 anni di musica.
Inoltre, qui si parla di gusti, non amo molto le produzioni "faccio tutto io" del Prince degl'ultimi anni. In MPLSound queste caratteristiche abbondavano e non avevano fatto breccia nel mio cuore. Lotus Flower rimaneva il disco migliore del trittico del 2009 senza però sconvolgere il mio lato viola.
Detto questo il disco si apre subito chiarendo gli stilemi che lo caratterizzeranno. Batteria elettronica (linn of course...), tastierine pulite e molti bassi synth.

- "Compassion": apre le danze riportandoci in effetti al disco sopracitato. Però... qualcosa di diverso inizia a presentarsi. Ci sono voci non sue (le coriste sono fondamentali in 20Ten) e strumenti non suonati da lui (i fiati azzeccatissimi). Insomma, si respira aria di maggior apertura e a mio avviso di maggior cura nei dettagli. Il cambio di passo che viene imbastito nel "ponte" del brano denota anche una ricerca melodica non banale. Ok, ben tornato Prince. Grazie.
E allora via con un sussegguirsi di brani più o meno riusciti e gradevoli. Livello medio comunque ottimo.

- "beginning endlessly": non fa gridare al miracolo sopratutto per i chiari richiami a "lolita", resta piacevole e ben arrangiato.

- "future soul song": ci ricorda quanto languido e sexy possa essere il principino. Anche in questo caso ci sorprende iniziando la strofa d'apertura in tonalità bassa, poca cosa direte...sarà ma secondo me anche qui c'è la necessità di non essere prevedibile e di cercare di mescolare un minimo le carte. Un bel brano che, come molti della tracklist, fosse uscito durante gli '80, nessuno si sarebbe sentito di non amare.

- "sticky like glue": non ditemi che il giro di basso non vi ha fatto muovere il culo perchè non ci credo. Continua la ricerca melodica e il tutto si traduce in un cantato non banale. Dai, non lo amate quando rappa (reppa? roppa? boh) in quella maniera così... così... alla Prince?

- "act of god": in questo brano Prince ci ricorda d'essere Lui uno dei pochi rappresentanti della Old School. Il brano trasuda di sudore funk e ci rimembra le radici nere della sua musica. Wow, che bel groove.

- "lavaux": ecco ancora una salto nel passato. Ecco ancora un brano piacevole e ben cantato. Pure in questo caso la chitarra funky è suonata furiosamente bene. Grazie Prince. Bella bella.

- "walk in the sand": vi piacciono le ballate di Prince cantate in falsetto? Vi piacciono quelle che canta dalle mutande o quelle che canta dal cuore? Se preferite quelle facenti parte della seconda categoria, eccovi serviti! Le coordinate sono quelle di "She Loves Me 4 Me" da "The Rainbow Children oppure quelle di "All the Midnights in the World" da "Planet Earth". Il nostro romanticone...Bella.

- "sea of everything": al momento il brano che amo di meno della scaletta. Devo dire che cresce ad ogni ascolto e la cosa mi fa suonare una campanellina nella testa, non sarò di certo io a scriverne male. E' un lentaccio alla.. alla come si chiama il tipo bassino, mulatto e che canta in falsetto? Coso lì. Vabbè.

- "everybody loves me": al primo ascolto mi ha ricordato "no more candy 4 u" ma senza la noia che mi dava questa canzone. Anche in questo caso l'arrangiamento è davvero ben fatto, poco convenzionale e divertito/divertente.

- "laydown": traccia 77 nemmeno riportata nella tracklist che si può trovare dietro al cd. Sembra che la scelta di non metterla tra i brani sia esclusivamente da imputare a scelte di sound. Si, in effetti suona diversa rispetto al resto del disco. A me piace molto, soprattutto l'utilizzo dei campioni di voce è interessante. Belli gli effetti di scratch, le chitarre schizzate e il basso ultracool. Purple Yoda! Ah ah!

Ecco, alla fine del disco ci si rende conto di non avere sicuramente ascoltato "il miglior disco di Prince da anni a questa parte" (come molto sempicisticamente molti giornalisti risolvono la questione) ma di aver ascoltato un Prince rinvigorito rispetto alle ultime prove e più attento a quello che pubblica.
Una considerazione di chiusura. Quali artisti/gruppi possono permettersi di suonare originali in un mondo in cui se non hai il sound di Lady Gaga/Black Eyed Peas ecc, ecc, non sei nessuno? Ecco, solo chi di "non essere nessuno" non ha paura, sapendo di poter contare sul proprio talento e su una storia musicale importante.
Con uno sguardo sicuro verso il futuro.

Thank You Prince