lunedì 16 agosto 2010

Film della settimana "Crimini e misfatti"







Sono stato parecchio indeciso su quale, dei film visionati nel weekend, puntare la focale della mia lente.
Ho visto 3 film, un film recente ma trascurabilissimo, un altro recente e veramente buono e poi un capolavoro di più di vent’anni fa.
Prima di arrivare al film scelto, ok, quello del titolo, vi parlerò brevemente, come di consueto, degli “scarti”. In un caso si può proprio utilizzare la parola “scarto”. Parlo di Fanboys. Partiamo dal presupposto che, come praticamente ogni essere umano facente parte della mia generazione (ho 34 anni), ho amato e amo tutt’ora la trilogia di StarWars (la vecchia of course).
Mi sono avvicinato a questo film, perciò, investendo tutta la predisposizione al mio lato nerd (quello oscuro appunto). Si perché il film parla di un gruppo di nerd appassionati di Star Wars che, per passione e anche per sfuggire dal quotidiano, si ritrova on the road verso la sua personale mecca. La mecca in questione è lo Skywalker Ranch di George Lucas. Obbiettivo, rubare il primo episodio della nuova trilogia, al tempo ancora inedita, per poterlo visionare in anteprima.
Sulla carta il film aveva tutte le potenzialità per diventare un cult. Mi sbilancio di più, visto il cast (molti cameo di attori di Star Wars ma non solo… non vi rovino tutte le sorprese) era difficile riuscire a fare un film brutto. Fortunatamente (!) lo sceneggiatore, gli attori e il regista, sono riusciti nell’ardua impresa di creare un’opera poco coraggiosa, poco ispirata e onestamente poco intelligente. Le risate stentano ad arrivare, le situazioni non sono mai convincenti e anche alcuni cameo sono utilizzati male. Insomma, se il film fosse stato girato da alcune persone realmente nerd di Star Wars, sarebbe sicuramente risultato più godibile. Consigliato comunque ai nerd che, in quanto tali, non vorranno perdersi nemmeno una cazzata come questa.
L’altro film di cu NON parlerò ma che, a differenza di Fanboys, ha lasciato delle tracce è “il calamaro e la balena”. Tipico film ben sceneggiato, ben recitato e ben girato che… non va da nessuna parte. Si parla di una coppia americana con due figli. Copia che si sfascia e nel crollare trascina i figli in un vortice di emozioni e risentimenti. Autobiografia adolescenziale del regista con un cast di tutto rispetto (Jeff Daniels mai così bravo) e che trova nei dialoghi reali e cinici il suo punto di forza. Se vi piacciono i film che portato un messaggio chiaro, che hanno una morale ben precisa e che si risolvono con “e vissero tutti felici e contenti”, se vi piacciono questi film state alla larga. Se vi piacciono i film di Wes Anderson (tra l’altro produttore della pellicola), qui siamo da quelle parti pur rimanendo con i piedi sul pianeta terra.

Consigliato.



Il film numero uno della settimana e primo film “vecchio” recensito dal blog è “Crimini e misfatti” di Woody Allen. Non starò qui a precisare l’ovvio su Allen. Lo si ama o lo si odia. I facenti parte della seconda categoria non dovrebbero nemmeno trovarsi su questa pagina perciò sono libero di parlare con la metà sana del pianeta.

MINI SPOILER PER SMALIZIATI_____________________
Ecco, “Crimini e Misfatti” anticipa alcuni argomenti che poi Allen riproporrà nella sua carriera, “match point” ne richiamerà molti aspetti.
FINE MINI SPOILER______________________________________

In “Crimini e misfatti” vengono messe in scena due storie parallele.
Quella con protagonista Woody ci racconta di un amore non corrisposto, del fascino del potere, della complessità dei rapporti umani, tutto filtrato dalla capacità di Allen d’essere comicamente agrodolce e brillante. Ci racconta di un regista che, per racimolare qualche soldo, è costretto dalla moglie a produrre un documentario sul famoso fratello della consorte (fratello interpretato dal bravo Alan Aldan). Il fratello, che agl’occhi di Woody (e non solo) risulta un magnifico imbecille, si dimostrerà una vera spina nel fianco del nostro protagonista. Qualcosa da questa esperienza però arriverà. Arriverà la conoscenza di una donna (una sempre stupenda Mia Farrow), anche lei nel giro del documentario, che sconvolgerà la vita di Woody fino al finale, tristemente prevedibile.
La seconda storia ci racconta di un oculista rinomato e dalle capacità riconosciute, interpretato da un bravissimo Martin Landau, che si ritrova a dover fare i conti con una relazione extraconiugale diventata ingombrante e minacciosa.
La soluzione ai problemi arriverà, non prima che il nostro protagonista prenda decisioni che lo porteranno all’immagine di copertina del dvd, dove vediamo, pensierosi, Landau e Allen.
Nessuna risata in questo episodio ma ricercate trame psicologiche dei personaggi. Da ricordare anche una brava Anjelica Huston. Ecco, vedere film come quello di Allen ricorda quanto valore possano avere le idee. L’intelligenza di questo sempreverde regista si riversa in ogni fotogramma del film, affascinandoci con dialoghi brillanti, situazioni mai banali e immagini indimenticabili (i ricordi legati alla storia del personaggio interpretato da Landau con l’amante… struggenti). E ancora, vedere film come quello(i) di Allen ci ricorda anche che non servono effetti speciali o storie assurde per tenere accesa l’attenzione del pubblico. Basta avere cervello e passione in quello che si fa e semplicemente essere un GENIO come Allen ha dimostrato più volte nel corso della sua carriera.

Capolavoro.



Voto da 1 a 10:


9




Da ricordare:

- praticamente tutte le battute di Allen, tra cui la famosa "L'ultima volta che sono entrato in una donna è stato quando ho visitato la Statua della Libertà".

- come detto nella recensione, i ricordi dell'amante del personaggio di Landau

- l'atmosfera generale del film, le musiche, tutto tipicamente Allen

- il meccanismo perfetto della sceneggiatura

- i personaggi, tutti tridimensionali e interessanti




Da dimenticare:




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